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La Storia |
BREVE STORIA DELLA CORALE “V. BELLINI” uando nel 1887 fu fondata ad Ancona la Società “Vincenzo Bellini” il melodramma
viveva anni di fervente vitalità. Innanzi tutto imperava sovrana
l’autorità di Verdi che negli ultimi trenta anni del secolo scriveva
Aida, Otello e Falstaff, venivano rappresentate per la
prima volta in Italia il Lohengrin (1871) e il Tannhauser
(1872) che scatenarono appassionate dispute tra wagneriani e
anti-wagneriani, si affacciavano alla ribalta musicisti quali Pietro
Mascagni, Alfredo Catalani, Giacomo Puccini, Umberto Giordano.In un clima musicale così ricco e vario è facile immaginare l’entusiasmo di quei nostri concittadini che, cento anni fa, decisero di costituirsi in Società Corale, raccogliendo l’eredità di un precedente gruppo intitolato a Giuseppe Verdi. Loro primo presidente fu Savino Gaggiotti e per la sede si usufruì di un vecchio locale del Comune sito in via Astagno. Fino all’avvento della prima guerra mondiale i coristi della Bellini, diretti dal valente Maestro Gaetano Bacelli, si esibirono nei teatri locali e parteciparono anche a tournées in paesi europei ed extraeuropei: Inghilterra, Egitto, Canada, Venezuela ed Argentina. Furono anni di successi e di sacrifici; basti pensare ai disagi che doveva comportare un viaggio in America in quei tempi impresa che, a ripensarci oggi, appare eroica e che certo fu affrontata, oltre che per amore del bel canto, per reali ed impellenti necessità economiche. Non esistevano allora enti previdenziali od assistenziali ed erano quindi le singole Società a curare nei propri statuti gli interessi degli affiliati. Anche la Società Corale “V. Bellini” si era data uno Statuto-Regolamento nel quale veniva dichiarato lo scopo “di giovare agli interessi morali e materiali degli associati, collettivamente e singolarmente”. Nello Statuto era previsto anche un fondo pensione per gli iscritti che avessero raggiunto i sessanta anni di età, somma che, in caso di morte, veniva devoluta alla vedova o ai figli orfani. Il documento dal quale abbiamo attinto tali notizie risale al 1911, ed è il più antico atto della Società in nostro possesso, essendo i precedenti andati perduti in seguito agli eventi bellici. Scorrendo i vari articoli ci si imbatte anche in curiose disposizioni che regolano la disciplina all’interno del coro; si minacciano, ad esempio, rigorosi provvedimenti “contro lo sconcio della presenza durante la rappresentazione di coristi in stato di ubriachezza” inoltre il corista “dovrà nelle sere di recita avere la barba rasa per decoro della scena altrimenti incorrerà in multa”. Durante la prima guerra mondiale l’attività della “Bellini” subì una sosta forzata, ma ricominciò con nuova vitalità negli anni immediatamente successivi. E’ del 1926, infatti, un episodio che ci dà la prova del prestigio di cui godeva la Società. In Ancona operava già da tempo un altro gruppo corale denominato “Croma”. I due organismi, dopo aver convissuto separati per anni, pensarono bene di unirsi, ma fu allora che i coristi della “Bellini”, forti della maggior fama ed esperienza, pretesero che i loro colleghi si sottoponessero ad una regolare audizione. I coristi della “Croma”, offesi, respinsero la proposta e si impegnarono piuttosto a dimostrare le loro qualità canore esibendosi al Teatro delle Muse nella Madama Butterfly di Puccini e nella Dannazione di Faust di Belioz. Il clamoroso successo ottenuto dalla “Croma” fu il lasciapassare per l’ingresso nella “Società Bellini”; il connubio fu siglato nel palazzo della Provincia e per festeggiarlo si organizzò un cenone nel giardino dell’albergo Savoia (attuale sede della Banca dell’Agricoltura) al quale partecipò anche il grande Beniamino Gigli. La “Bellini” contava ormai settantatre elementi e divenne, di lì allo scoppio della seconda guerra mondiale, la corale stabile del Teatro delle Muse, con sede in via degli Aranci, nei locali attigui al Teatro. Alla fine del 1945 si riprese faticosamente l’attività. Il Teatro delle Muse era stato risparmiato dai bombardamenti, ma aveva subito l’invasione delle truppe alleate e ben poco era rimasto dei lussuosi arredi di un tempo. La “Bellini” adattò a propria sede quei locali che in anni migliori aveva costituito l’atrio e il bar del Teatro, cercando di recuperare il salvabile e di far fronte alle più urgenti necessità. Con grandi sacrifici si riuscì ad acquistare un pianoforte e già nel 1946, sotto la guida del Maestro Alfonso Flauto, si ricostituì il gruppo musicale che raggiunse il numero di quarantacinque elementi. La “nostra” Corale riguadagnò ben presto il suo importante ruolo nell’ambiente lirico anconetano partecipando, a partire dal 1948, a tutte le stagioni liriche tenutesi al Teatro della Fiera della Pesca. Il 1954 segnò un fatto importante per la Società; per la prima volta si aggiunsero alle voci maschili quelle femminili; sedici ottimi elementi tra soprani e contralti. L’anno successivo venne improvvisamente a mancare il Maestro Flauto e da allora si sono susseguiti alla direzione artistica della Corale il Maestro Eugenio Lazzari, il basso Vittorio Gabelli, il Maestro Eolo Valentini la professoressa Elena Cordier, il baritono Africo Balzelli e il Maestro Tullio Giacconi che dal 1965 fu direttore stabile della corale fino al 1992. Nel 1967 venne redatto il nuovo Statuto della Corale con la trasformazione della Società in Associazione. Tale cambiamento non si risolse in una banale variazione lessicale, ma rappresentò la volontà di infondere all’attività della Corale un più preciso intento divulgativo e promozionale, come dimostrato dalle centinaia di concerti tenuti a scopo benefico presso ospedali, ospizi, carceri e scuole, A salvaguardia degli interessi degli associati si costituì, invece, in un periodo più recente la Cooperativa “Coro Lirico Marchigiano V. Bellini” che è stata in grado di assicurare ai propri iscritti la partecipazione stabile ad importanti stagioni liriche della nostra regione e di selezionare tra le richieste di esibizioni italiane ed estere, le più prestigiose. Il Maestro Alessandro Zuppardo raccolse l'eredità dell'indimanticato Maestro Tullio Giacconi nel 1993 e rimase fino al 1996. Nel 1997 arrivò il Maestro Stefano Colò e vi rimase solamente un anno come il suo successore Emanuele Pedrini che arrivato nel 1998 passò il testimone l'anno dopo al Maestro Carlo Morganti che invece restò alla guida del coro fino al 2004, dando nuova linfa e rinnovati stimoli al Coro profondamente rinnovato nel 2000.
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